IL BOWLER 2017

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Torta con 47 candeline per il Città di Bologna, ospitato presso il centro Reno Bowling di Casalecchio, con 54 squadre partecipanti per la tappa 500 del ranking 2017. 6 le tradizionali partite di qualificazione, che hanno messo a dura prova i partecipanti, se è vero che solo una squadra (Delirium) è andata sopra quota 5000 (5134), mentre la 16°, ultima posizione utile per accedere alla semifinale, ha chiuso a 193 di media. Un dato statistico curioso: I Titani, che torneranno poi protagonisti come vedremo, hanno fatto proprio il motto “gli ultimi saranno i primi”, chiudendo ultimi le qualificazioni per fare, poi, passi da gigante nei match play, dove hanno sempre ottimizzato lo scontro diretto, con grande cinismo, pur senza realizzare score eclatanti (agli ottavi lo score totale più basso con 1579), a differenza del Delirium che di serie top ne ha infilate più di una (860 ai quarti di finale), ma ha mancato l’appuntamento con la finale, quando si è dovuto arrendere all’avversario: 798-773. Dopo una lunga striscia positiva, i Titani hanno dimostrato che i “ragazzi terribili” non sono invincibili. Ma non sempre una rondine fa primavera …

32 le squadre ai nastri di partenza della prima edizione dell’Hasta Cup in quel di Asti. 6 partite, come da tradizione, di qualificazione ed una finale round robin ad 8 col riporto del 50% dei birilli. Un boccone ghiotto per i ragazzi del Delirium, che preferivano l’appuntamento piemontese alla difesa del titolo a Napoli. Benchè il Galeone fosse riuscito a mantenersi a stretto contatto (5314-5300) con la vetta, così come anche una delle formazioni del Cobra e del Red & Black, nessuna delle tre è riuscita ad insidiare, in maniera concreta, la cavalcata trionfale della capolista. Alla fine il vantaggio sarà di ben 601 birilli (praticamente quasi una partita) sui Cobra, che guadagnano 1 posizione rispetto alle qualificazioni ed un’infinità sul Galeone scivolato al terzo posto. Delle 8 finaliste, la cui ultima, il Game City, ha staccato il pass per la finale con 4837 birilli, la migliore è stata la seconda del Real Team (quella della Liuzzi) che ha recuperato ben 4 posizioni, partendo dal 7° posto e chiudendo al 4° a soli 25 birilli dal podio. Remuntada a metà, ma sicuramente piena soddisfazione.

UNO, il voto che diamo a chi contesta in maniera violenta per le strade di ogni città. Un tranquillo week end di sole che poteva vedere i giocatori a spasso per la città in attesa (un tantino troppa) o al termine del proprio turno di gioco. Ed invece si sono ritrovati “prigionieri” del bowling loro malgrado. 2) DUE, i ragazzi in finale con anni 12! Crediamo di essere davanti ad una sorta di record. Uno di quelli che ci piace sapere che si possa battere e migliorare, anche in futuro. I ragazzi in questione appartengono, entrambi, alla neo nata associazione partenopea dei “Killer Pins” e sono Mario Del Gaudio e Giorgio Gragnianiello. Esempio lampante che con impegno si può lavorare per un futuro roseo … anzi azzurro! 3) TRE..ntaTRE le squadre partecipanti (32 nel parallelo ad Asti). Un numero lontano dai fasti del primo decennio del 2000 (con record di 110 squadre), ma sintomatico del fatto che siamo di fronte, finalmente, ad un nuovo corso. La politica federale del consiglio vincitore delle ultime elezioni, infatti, sta incontrando il favore dei giocatori che ritornano in pista in maniera compatta con nuovo entusiasmo. Bravi. 4) QUATTRO + UNO, i giocatori bimani in finale: Moro, Cusumano, Ytson, Ragasa e Del Gaudio. Il nuovo stile “belmontiano” sta prendendo sempre più piede in Italia e a vedere i numeri sta dando anche i suoi frutti. Non siamo qui a discutere sulla bontà o meno del gioco a due mani, ma sorprende l’impatto scenico che lo stesso ha sul pubblico. E se serve anche questo per far appassionare ed avvicinare nuovi tesserati … ben venga. 5) CINQUE, le squadre che, negli ultimi frame della sesta partita di finale, si sono date battaglia, a suon di strike, per conquistare il miglior piazzamento possibile. Col titolo già che bello ed assegnato, assistere a questo duello ha regalato adrenalina e colpi di scena sia in pista sia sugli spalti. 6) SEI, le partite previste in qualificazione ed in finale. Al di la del format del primo step, crediamo si possa lavorare su qualcosa di alternativo per il secondo, oggettivamente sì appassionante, per come è terminato, ma anche troppo lungo. Per la serie … sbagliando si impara. 7) SETTE … dieci, un binomio micidiale nel bowling. Simbolo di uno split che al 99,99% ti lascia fermo al palo per un frame, compromettendo alle volte lo score di una partita o una corsa verso quella perfetta. Oppure, come nel caso degli Indians di Sorrento, incide sullo score finale. Il 7-10 ha fatto capolino ovunque, ma per i partenopei è stata quasi una costante. 8) OTTO, gli strike consecutivi infilati da Salvo Polizzotto, del Bowling & Games, prima di essere fermato da uno split. Al giocatore palermitano, migliore nell’all event con 232 di media, è mancato solo il 300 in un week end da incorniciare e chiuso con un 279! 9) NOVE, i birilli che hanno condannato la Flaminia alla eliminazione dalla finale. 4880-4871 lo score impietoso, che lascia tanto amaro in bocca al team romano, specie in Enrico Maddaloni che, con il suo 1338, aveva mantenuto accese le speranze di qualificazione. 10) DIECI + DIECI, ovvero 20, pari agli anni che son serviti al Bowling & Games per riportare a casa il titolo per la seconda volta. La prima affermazione era arrivata nel 1997. Un’eternità. Il bis è arrivato di autorità e con quasi due partite d’anticipo. Bella prova di forza certo, ma siamo sicuri che preferirebbero vincerne di più abbattendone meno. Vedremo il prossimo anno.

777 giocatori e non 777 giocate. E’ questo il dato che emerge dal week end federale dedicato al “ranking”. Un successo su tutta la linea con numeri che farebbero impallidire anche un internazionale di livello “platinum”. Per una volta è valso il detto “l’unione fa la forza”, se è vero che il risultato conseguito, secondo una formula già valutata qualche decennio fa, è frutto della cooperazione di 9 organizzatori che, da nord a sud, isole comprese, hanno messo in condizione tutti di poter vivere un week end da protagonisti. Di certo non manca qualcuno che vede il bicchiere più mezzo vuoto che mezzo pieno, contestando i numeri e le differenze di partecipazione da torneo a torneo (Lazio e Piemonte oltre le 150 presenze, mentre gli altri fra i 50 e le 80), ma è pur vero che il primo passo, verso il rilancio di un movimento, fin troppo statico negli ultimi anni, è stato più che positivo con ampi consensi dalla maggior parte dei giocatori. Solo il tempo, e quindi il proseguo della stagione, ad iniziare dal prossimo appuntamento del FISB500, ci dirà se è stato solo un caso o se si sia intrapresa la via giusta. Certo è che con tutti questi giocatori in pista lo spettacolo non è mancato: medie ovunque al di sopra del par; un 299 in semifinale per mano di Luciano Marsero del Real Team, a Gaglianico, ed un 300 in finale, a Salerno, per il giovanissimo Riccardo Ruggiero, della neo nata Associazione Killer Pins. Poi 9 vincitori: a Modena, Spezia (Star Wars) batte Dell’Innocenti (Perle Nere) 218-162; a Salerno, Ruggiero (Killer Pins) batte Delvino (Dolmen) 263-234; a Milano, nel derby del Delirium, Pongolini batte Cella 214-201; in Sardegna, Potettu (Black Sheep) batte Anedda (Cagliari 92) 206-188; in Veneto, Allegro (Black Panther) batte Giovannini (Ronta Blues) 201-179; a Roma, Iridio (Flaminia) batte Magini (Mondial Bowling) 216-173; a Palermo, Cusumano (Bc Quirinale) batte Di Benedetto (Crackerjack) 193-186; in Piemonte, Pirozzi (Lions) batte Marsero (Real Team) 218-212; in Toscana, Bonanno (Kailash) batte Camponesco (Strokers) 231-210.

Riparte da dove si erano fermati i giocatori del Delirium, ovvero dai gradini più alti del podio, questa volta sulle piste “estere” del Track Open in Vidy. Tommaso Radi (1398) ed Antonino Fiorentino (1358) hanno chiuso le qualificazioni ai primi due posti, seguiti, in ordine sparso, dai compagni Nicola Pongolini (1329) ed Alessandro Santu (1234), in un quadro tutto azzurro completato anche da altri italiani (Reviglio e Davolio per restare nella Top10). I quarti di finale, previsti dalla lunga e selettiva formula del torneo, ha, di fatto, rimescolato un poco le carte, con Fiorentino inseritosi per il rotto della cuffia (+2) ai danni della canadese Caroline Lagrange (1232) e Pongolini, Radi e Santu nelle prime 5 posizioni. La semifinale, che prevedeva la ripartizione dei qualificati in 4 gironi da 4, ha riproposto, nuovamente, il bimane “bolognese” protagonista che, nella sua scalata al podio, ha dovuto prima battere il “fratello” Alessandro Santu (236-214) e poi il francese Bodo Konieczny (209-198). 2 Delirium su 3 gradini disponibili. Meglio di così …

Nerviano, con i suoi 131 giocatori e medesima formula, ha fatto da contraltare al torneo di Ciampino, come tappa del ranking. Numeri similari in pista, con il sedicesimo classificato a 1655 (1641) ed in vetta, con la Sara Liuzzi, del Real Team, con 1792 (1783), che quasi è riuscita ad emulare il dominio del mancino romano, mantenendosi stabilmente nelle parti alte della classifica anche in semifinale, dove ha perso due posizioni a vantaggio di Giuseppe Pitaro del BC Nerviano (1737) e Federico Prandi dei Lions (1731). La scalata al titolo era anche partita nel migliore dei modi, per la giocatrice del Real Team, con la vittoria, 235-205, sulla Sara Perticati, per poi arrestarsi, successivamente, contro Federico Prandi, anche se con l’onore delle armi (227-206). La finale, invece, è stata a senso unico con Prandi incapace di ripetersi e Pitaro deciso a far valere il fattore “casa”: 222-166 il risultato finale.

121 giocatori in pista, 8 partite di qualificazione, Top 16 in semifinale, nessun rientro. Formula “vintage” e vincente, numeri alla mano, che ha aperto la nuova stagione dei tornei ranking nel Lazio e più precisamente in quel di Ciampino, tana, nel senso buono del termine, del mai domo Enrico Maddaloni che, non a caso, ha condotto in testa tutto il torneo, partendo dalle qualificazioni, dove ha chiuso primo con un personale di 1783 birilli, per finire alle semifinali con 1678, avanti di misura (+4 birilli) su De Angelis e Galeone e (+11) su Buonanno. Poteva, forse, prendere una piega diversa il match play, ma anche questa fase è stata a senso unico: 2-0 contro Buonanno, nel primo match (450-410), e 2-0 contro Galeone nell’incontro finale (530-430). Dunque, come recita un famoso proverbio, valido di certo sulle piste del centro romano, “non c’è trippa per gatti …”: Maddaloni primo, Galeone secondo e Buonanno, vittorioso 2-1 contro De Angelis, terzo.

Da ormai 16 anni, l’apertura ufficiale della stagione agonistica è demandata al Mandrake che, presso il Palasport di San Lazzaro di Savena (BO), presenta il torneo di tris, da un decennio dedicato alla memoria di Massimo Cinque. 65 le formazioni in pista, per circa 200 atleti coinvolti, impegnati nelle tradizionali 6 partite di qualificazione a caccia di uno dei 16 posti utili per l’accesso alla finale della domenica. Come sempre, a riprova di quanto questo centro sia ostico, solo 3 formazioni hanno toccato la soglia dei 200 di media, ovvero le prime tre: BC Quirinale, Cobra e Le Privè che hanno trovato, rispettivamente, in Melania Rossi (1284), Battista Tallarico (1309) ed Enrico Caruso (1278) la propria delizia e … la propria croce. Se gli ultimi due non sono riusciti a ripetersi alla domenica, rimanendo tagliati fuori, pesantemente, dalla lotta al titolo (classificati 15° e 16°), la Melania ha mantenuto il “par” in semifinale ed assecondato i compagni nel match per il titolo, vinto contro i Titani (631-564). I Sammarinesi, partiti dall’undicesimo posto, erano riusciti ad arrivare fino al quarto, ultimo utile per accesso ai match play, ai danni di un’altra formazione de Le Privè, eliminata per soli 10 birilli, più che per la serie negativa della Giustini, per il 155 finale di De Filippi. Prima di cedere il passo ai romani del Quirinale, il team della repubblica sammarinese aveva liquidato il Mondial Bowling, classificatosi primo nel tabellone dopo le semifinali, grazie al 231 di Omar Mambelli.

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